SEREMI

Malattie trasmesse da vettori

In Piemonte è attivo un Piano, predisposto sulla base di quanto previsto dalle circolari ministeriali e da provvedimenti regionali già emanati in materia, che dà indicazioni organizzative e operative rispetto a tutti gli interventi che vengono programmati in Piemonte per il controllo della diffusione delle arbovirosi. Il documento fissa gli obiettivi di prevenzione, descrive le attività di sorveglianza integrata, assegna i compiti e le funzioni ai Servizi e agli Enti a vario titolo coinvolti.

Punti chiave della strategia di prevenzione di Dengue, Chikungunya, Zika e altre arbovirosi trasmesse da vettori presenti sul territorio sono: la sorveglianza dei casi umani, per intraprendere le specifiche misure di controllo, la sorveglianza entomologica e la lotta al vettore.

Le attività di sorveglianza dei casi umani sono mirate a identificare tempestivamente:

  • persone con sintomatologia clinica compatibile che rientrano da un Paese endemico;
  • persone con sintomatologia clinica compatibile, in assenza di altra causa, che non hanno viaggiato in Paesi endemici, al fine di riconoscere casi e focolai epidemici autoctoni;
  • persone con diagnosi di malattia da Zika virus che presentano complicanze gravi (Sindrome Guillain Barré), altre complicanze neurologiche e malformazioni congenite.

Le attività di sorveglianza entomologica sono mirate a individuare:

  • le specie di vettori presenti sul territorio;
  • la densità del vettore;
  • l’introduzione di nuove specie di vettori.

Per quanto riguarda la West Nile, l'obiettivo di prevenzione è quello di ridurre il rischio di trasmissione del West Nile virus dalla persona infetta ad altre persone (trasfusione di sangue o emocomponenti, trapianti trasmissione verticale) e dall’insetto vettore all’uomo.

La regione Piemonte, in base ai criteri riportati nella Circolare ministeriale Sorveglianza dei casi umani di Chikungunya, Dengue, West Nile Disease ed altre arbovirosi e valutazione del rischio di trasmissione in Italia – 2015 , risulta “area di sorveglianza” di WNV. Nel 2015, sono state identificate sul territorio regionale “aree affette” in quanto è stata riscontrata la positività al virus nelle sorveglianze veterinaria ed entomologica e la presenza di casi umani autoctoni confermati di malattia neuro-invasiva.

Questo rende necessario l’avvio di azioni dirette alla riduzione del rischio di trasmissione che includano sia misure precauzionali finalizzate a prevenire la trasmissione dell’infezione sia azioni mirate contro il vettore. L’interazione tra diverse professionalità e l’integrazione dei sistemi di sorveglianza nei diversi ambiti (umano, entomologico e veterinario) sono i punti chiave della strategia di prevenzione.