SEREMI

Antibioticoresistenze

In Piemonte è osservato un panel di batteri isolati da sangue e liquor e le loro resistenze ad alcuni antibiotici. Sempre tramite i laboratori di microbiologia, sono nche rilevati i dati della resistenza ai carbapenemi degli isolamenti di Klebsiella pneumoniae ed Escherichia coli  isolati da qualunque materiale. 

Accanto a queste due sorveglianze, è presente una Sorveglianza Speciale dedicata all’approfondimento sugli isolamenti da sangue dei ceppi di Klebsiella pneumoniae ed Escherichia coli produttori di carbapenemasi, enzimi specificatamente rivolti all’inattivazione dei carbapenemi e trasmissibili tra batteri anche di specie differenti. Questa sorveglianza speciale raccoglie informazioni sulle caratteristiche dei pazienti e luogo di ricovero, sulle infezioni e sul luogo di presunto inizio sintomi, sulla fenotipizzazione e il profilo di antibiorico resistenza del batterio isolato.

Non sono ancora sorvegliate a livello regionale le colonizzazioni da ceppi di Klebsiella pneumoniae o Escherichia coli resistenti ai carbapenemi, sebbene siano presenti a livello dei singoli ospedali attività di screening e prevenzione della trasmissione, nell’ambito delle attività di sorveglianza, prevenzione e controllo delle Infezioni correlate all’assistenza (ICA). Queste attività sono gestite localmente dalle Unità per il Rischio Infettivo con il coordinamento del Gruppo di Lavoro regionale (GLICA), diretto dal Settore “Assistenza Ospedaliera e Specialistica” dell’Assessorato alla Sanità.


Dai dati rilevati dai sistemi di sorveglianza, si osserva complessivamente in Piemonte una situazione sostanzialmente in linea con i dati italiani, che conferma le preoccupazioni e la necessità, sottolineata anche a livello europeo, di sviluppare interventi complessi e decisi per la riduzione delle antibiotico resistenze.

La distribuzione sul territorio piemontese dei dati provenienti dagli isolamenti di laboratorio non mostra variazioni significative; queste, quando presenti, appaiono influenzate dalla distribuzione territoriale degli ospedali, dal loro bacino di utenza e dalla differente complessità dell’assistenza prestata nei vari Presidi e reparti.

Tra i batteri Gram negativi isolati da sangue, la Klebsiella pneumoniae risulta nel 60% circa dei casi non sensibile (resistente o con resistenza intermedia) alle cefalosporine di 3a generazione e lo stesso si osserva per i fluorochinoloni, mentre per i carbapenemi lo è circa il 40%

In più di un isolamento su 4 Escherichia coli risulta non sensibile cefotaxime e ceftazidime (cefalosporine di 3a generazione) che sono testati per l’individuazione della produzione di ß-lattamasi a spetto esteso (ESBL); mentre la sua non sensibilità per fluorochinoloni supera il 40%. Quasi il 70% degli isolati di Acinetobacter spp. risulta non sensibile ai carbapenemi.

Tra i Gram positivi, lo Staphylococcus aureus mostra una non sensibilità attorno al 45% nei confronti di oxacillina e cefoxitina, che sono gli antibiotici testati per l’identificazione dei ceppi di MRSA (Staphylococcus aureus resistente alla meticillina).


Restringendo l’osservazione alla produzione di carbapenemasi nei ceppi di Klebsiella pneumoniae ed Escherichia coli isolati da sangue, cioè degli enzimi in grado di rendere inefficaci i carbapenemi, i dati 2016 mostrano una media regionale di 6,4 isolamenti ogni 100.000 abitanti, con una crescita nelle fasce di età 45-74 anni concentrata sopratutto nell'area urbana di Torino. La variazione territoriale sul territorio regionale è compresa tra un massimo di 12 e un minimo di 3. Queste variazioni devono tenere conto  della distribuzione territoriale degli ospedali, dal loro bacino di utenza e dalla loro diversa complessità dei ricoveri e in particolare della ristrutturazione della rete ospedaliera e offerta dei servizi avvenuta negli ultimi anni.  

Le persone coinvolte aumentano con l’aumentare dell’età e con la presenza di patologie concomitanti, mentre il luogo presunto di comparsa dei sintomi risulta essere extra-ospedaliero in più di un caso su quattro (RSA, domicilio). Come atteso, i reparti maggiormente coinvolti risultano le Unità di Terapia Intensiva e quelli di Medicina, seguiti dai reparti chirurgici.