SEREMI

Tubercolosi

  • La tubercolosi, con 335 diagnosi nel 2017, si conferma tra le principali patologie infettive segnalate in Piemonte per numerosità di casi e impatto sulla salute della collettività.
  • Il passo con sui si sta riducendo in regione l’incidenza nell’ultimo decennio (2008 – 2017) non è ancora sufficiente per raggiungere gli obiettivi (<10 casi per 1.000.000) fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per i Paesi a bassa incidenza di TB per il 2035.
  • Nel 2017, i casi di TB respiratoria, le forme di malattia le più rilevanti per la salute pubblica, sono 270 (76%).
  • Le forme di TB respiratoria risultano frequenti tra i giovani: nel 2017, le forme polmonari tra i giovani dai 15 ai 24 anni di età sono il 77%.
  • Nel 2017, sono state segnalate in Piemonte 241 diagnosi di TB in persone nate all’estero e 114 in italiani. Il trend dal 2008 al 2017 risulta in significativa diminuzione sia tra gli stranieri sia nella popolazione autoctona.
  • I valori più elevati dei tassi di incidenza di tubercolosi si rilevano tra i giovani dai 15 ai 24 anni (19,9 casi ogni 100.000) e tra quelli dai 25 ai 34 anni (14,5 casi ogni 100.000).
  • Il 60% degli stranieri ha un’età inferiore ai 35 anni mentre gli italiani in 6 casi su 10 sono ultra sessantaquattrenni.
  • Nel 2017, i casi di TB resistente sia a Isoniazide sia a Rifampicina (TB MDR) sono 2 (0,8%).
  • Nel 2017, si registra un esito favorevole del trattamento nel 71% dei casi di TB respiratoria segnalati e una quota di pazienti persi al follow-up pari all’11%.
  • Nell’ultimo triennio (2015 – 2017), tra gli stranieri la quota di pazienti persi al follow-up è 2 volte quella negli italiani.

Per incidere ulteriormente sulla riduzione della diffusione della tubercolosi nella nostra regione devono essere consolidate e potenziate prioritariamente le attività di controllo e cura della TB respiratoria riguardanti:

  • standard di qualità per la sorveglianza, la diagnostica, la cura indicati a livello internazionale garantendone applicazione omogenea su tutto il territorio regionale;
  • sensibilità e qualità del sistema di sorveglianza, in particolare riguardo agli esiti del trattamento e dei test di sensibilità ai farmaci per poter monitorare puntualmente la diffusione dei ceppi circolanti, in particolare di quelli resistenti.
  • diagnosi precoce, in particolare aumentando il sospetto diagnostico da parte dei clinici e programmando interventi mirati a popolazioni a più alto rischio (profughi, detenuti);
  • attività di ricerca dei contatti e screening per l’infezione tubercolare latente, in particolare potenziando le attività di ricostruzione delle catene di trasmissione della malattia, più complesse e articolate tra i giovani o quando le indagini epidemiologiche coinvolgono comunità.
  • aderenza al trattamento massimizzando, tramite l’adozione di interventi mirati, il mantenimento in cura dei pazienti più vulnerabili.

I dati della sorveglianza confermano che la diffusione della TB negli stranieri presenti in Piemonte è un fenomeno sotto controllo e non preoccupante. Restano rilevanti, il peso che i casi in questa parte di popolazione hanno sul totale delle TB, l’alta quota di pazienti persi al trattamento e il rischio legato ai soggiorni ripetuti nei Paesi di origine ad alta endemia di TB, tanto da imporre una programmazione mirata di interventi di prevenzione primaria, secondaria e a terziaria. L’efficacia delle azioni di contrasto messe in campo non può prescindere dalla promozione e dallo sviluppo di politiche di integrazione.